Chi siamo

Quante volte abbiamo osservato il mondo desiderando di cambiarlo? Quante volte lo abbiamo immaginato diverso? Quante volte abbiamo provato a dipingere con i colori dei nostri sogni e delle nostre speranze gli scenari più grigi della nostra epoca?

Lo abbiamo fotografato, disegnato; ha ispirato le parole più belle che si potessero scrivere, ora sotto forma di poesia, ora di prosa. Spesso lo abbiamo guardato con occhio critico, ci siamo interrogati su cosa fosse sbagliato e su come migliorarlo, altrettante volte, però, siamo rimasti meravigliati davanti l’immensa bellezza che ha saputo offrirci. Abbiamo coltivato sogni grandi che a volte riusciamo a toccare con mano e altre volte siamo costretti a rinchiudere in dei cassetti. Eppure tutte queste riflessioni molto spesso sono rimaste solo pensieri, spesso volavano via; non tutti hanno trovato il tempo o lo spazio per condividerlo. Per questo ci siamo chiesti spesso  come sarebbe andata se invece avessimo provato a diffondere i nostri pensieri, i nostri talenti, le nostre speranze.

E’ per questo motivo che oggi presentiamo“Scenari”, uno spazio online che supera la dimensione del giornale stesso, che non vuole offrire news frenetiche e gratuite, ma punti di vista, talenti nascosti. Un progetto che si propone di dare spazio alla fantasia, alla creatività, al pensiero critico di chiunque senta il bisogno di avere uno spazio all’interno del quale potersi esprimere. Un progetto che vuole dare le ali per spiccare il volo a chi troppo spesso ha pensato di non poterlo fare. Uno spazio aperto alla poesia, alla fotografia, alla scrittura creativa e all’analisi critica, arricchito dal bisogno di conoscere le prospettive delle diverse realtà collettive che popolano il nostro mondo, le singole iniziative, i progetti tanto politici quanto sociali dal basso. Siamo convinti che sia necessario uno spazio del genere affinchè le storie che viviamo quotidianamente, collettive quanto individuali, rimangano impresse nel tempo e arrivino ad un pubblico più ampio, divenendo capaci di contaminare e di contaminarsi.

Un luogo per tutte e tutti; un luogo sicuro; un luogo dove condividere scenari… un luogo dove conoscersi e riconoscersi.

Siamo ben consci dell’esistenza dei meccanismi di dominio che pervadono la nostra vita, ma tenteremo di utilizzare la piattaforma in maniera più partecipativa possibile. Vogliamo creare uno spazio di informazione, approfondimento e discussione, in una forma moderna e soprattutto attiva e dinamica. Desideriamo contrapporci al disimpegno critico tipico dei social network, non certo strutturati per una crescita personale, intendendo realizzare spazi di dialogo che sfuggano ai dettami della frenesia tipica dell’informazione propinata dalle grandi e piccole piattaforme mediatiche e che stimolino, invece, una crescita intellettuale e di critica.

Cosa intendiamo quando parliamo di meccanismi di dominio?

Intendiamo l’uso delle piattaforme mediatiche ad uso e consumo del potere costituito,  volte a costruire e diffondere false narrazioni che vanno esclusivamente a proprio beneficio,  favorendo letture del reale faziose e ultra-semplicistiche allo scopo di uniformare pensieri  e passioni,  disabituandoci alle analisi complesse,  restituendo una quantità enorme di informazioni  elargite e propinate in maniera veloce e frenetica.  Il modo in cui noi percepiamo queste informazioni agisce successivamente sul modo in cui esploriamo il reale.

Ci piacerebbe, con il supporto di chi vorrà, costruire nuove narrazioni ristabilendo il vero lì dove ce ne sarà bisogno,  restituendo dignità al linguaggio, ribellandoci all’obbligo sociale del  non prendere nulla sul serio,  ai tromboni  della leggerezza a tutti i costi e del disimpegno.

Ci opporremo a questo clima culturale con entusiasmo e creatività, tenteremo di moltiplicare energie,  di organizzare incontri, di condividere saperi e promuovere  arti.

Non è un caso che Scenari nasca in questo periodo di sospensione delle nostre vite e delle nostre abitudini: la sua ideazione viene dal lontano ma solo oggi, lontani dalla nostra frenetica quotidianità, fatta di scadenze, precariato, esami e ansia, riusciamo a dargli vita. Siamo lontani da una normalità alla quale ci approcciamo con duplicità: se da un lato vogliamo che torni presto nella forma delle relazioni e delle libertà che vivevamo, dall’altra siamo consapevoli che la normalità, con tutti i suoi drammi e le sue ingiustizie, rappresenta il mondo in quale non vorremmo mai far ritorno.

É proprio questo il momento adatto per aprire le nostre menti e i nostri orizzonti agli scenari del futuro, tutti da costruire insieme.