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Riflessioni

Il conduttore anonimo


Leggendo l’articolo “Montare le differenze per smontare l’uguale” mi sono ritrovato con del terriccio sparso per il cranio. Dopo averlo raccolto e annusato, mi è sembrato opportuno distillarlo per annaffiare una digitazione.

Clownisticamente, spero di non offendere l’autore dell’articolo se, affiancandomi al suo scritto, farò scorrere dei pensées vagues su questo Schermo Illuminato che ”…ritorna come uno spirit…“.

Premendo quadrati dagli angoli smussati mi accorgo di avere un pezzo di stoffa legato al braccio sinistro, con su scritto: “Non obliare fino al collo”.

Perdonatemi se abuserò di un’Immagine per vederci Altro.

Nella Totalità, Tutto è indifferente.
Nella parzialità, ogni cosa differisce.

Ritornando a “Star Gazing” di Hans Haacke.



Montaggio:

L’ appartenenza al Cielo Stellato è data, per l’Anonimo (striscia bianca), tramite la Maglietta (striscia rossa).
Quest’ultima, più che striscia complementare, è marchio indelebile, liberamente indossato.
Il Corpo bianco e la Maglietta rossa vengono raccolte nel Cappuccio Stellato.
La Bandiera, a Stelle e Strisce, scolpisce tramite destrutturazione.

La rilassatezza del Corpo è data da una narcotizzazione della Carne.
Le pieghe-piaghe della Maglia ri-vestono l’Anonimo delle sue manchevolezze.
L’Anonimo è imputato di non riuscire a colmare quei Vuoti.
I Vuoti si cibano della Carne dell’Anonimo.

Chiamato “oggetto”, tale Maglietta, sarebbe Generatore di Vuoto.
Chiamato “soggetto”, tale Anonimo, sarebbe Collante del Vuoto.

Più stendiamo le pieghe, per appianarle, più vanno ri-coprendo la superficie.
L’Anonimo è disposto secondo un’unica taglia: taglia OVER-SIZE, quella che non calzerà mai poiché strabordante per natura.
È la taglia che lo fa sentire comodo, conforme alla misurazione.

L’Anonimo è posseduto dall’incolmabile.
La taglia della Maglietta è la taglia per il Ri-Scatto dell’Anonimo sequestrato.

Esposto in Vetrina per dire:
IL RISCATTO VALE LA PENA!
IL DEBITO VERRA’ SALDATO A COSTO DELL’ANONIMO!

Ed ecco che ognuno degli Anonimi, strusciandosi nell’opacità dell’altro, si ripete:
“Non avrai altro Dio all’infuori di Te, fai al Prossimo Tuo ciò che vuoi venga fatto a Te, Consuma l’altra guancia, chi ha Peccato scagli la prima pietra ecc…”.
Massima Unità Dividente.
Penitenza e San(t)ificazione.

Ri-lassandosi (dal latino re-laxare ovvero ri-allargare, ri-allentare) nel suo esser sedotto allo stare seduto, l’Anonimo si vergogna delle caviglie incatenate e delle funi che ha intorno ai polsi.
Ne farebbe sicuramente altro uso se solo ne avesse il coraggio, o la Disperazione.
Per adesso può sentire, attraverso le funi, il pulsare delle vene.
Il Cappuccio non smette di sussurrare: “E’ una tua libera scelta”.

L’Anonimo aspetta che il fantomatico boia faccia ciò che deve fare.
L’Attesa lo scortica, principalmente nelle zone ricoperte dalla Maglietta.
Il Cielo Stellato non appartiene a nessuno, ma Tutto gli appartiene.
L’Anonimo accetta di esserne toccato, benché escluso.
Ha solo bisogno della Redenzione, del Ri-Scatto.

Che sia arrivato il momento di fare i conti con il Cielo Stellato?
Finora è stato fermo lì a Fissarci per Tutto il Tempo.

L’Anonimo è un Conduttore in un duplice senso: Conduttore nel senso di Television Host dello Show che viene proiettato nella/sulla sua testa, e Conduttore-fisico tra Maglietta e Cielo Stellato, tra Codice a Barre e Astrologia, tra Merce e Totem, tra Codice Materiale e Tracciato Universale, tra Consumo e Glorificazione/Santificazione.

Conduce.

L’Anonimo è martire, messaggero del suo fine: il dover ri-saltare su uno sfondo insensibile, indistinguibile, indifferente… Ciò che chiameremo “Buio”.
Il collasso della percezione è dato dall’ammassarsi delle radiazioni.

Gli Anonimi, circondati dal Buio, in una inquietante immobilità, sono dannati alla Visione e placano la fame, alimentando la sete, con la luce spenta-artificiale delle Stelle Ricamate.

Stelle fissate nel/sul cappuccio, ancora una volta in un duplice senso: INTERNAMENTE fissate ad una vicinanza accecante ed ESTERNAMENTE fissate in quanto chiodi che vanno asciugandosi come cemento nei cavi oculari.

Il Messia è stato crocifisso per vivere in Eterno.
La storia si ripete sempre due volte…

Gli Anonimi, volgendo il capo verso gli altri, ostentano il proprio esser cavi.

La sfasatura temporale, tra chi fissa le Stelle Ricamate e l’emanazione della Luce Spenta, è insopprimibile. La latenza è necessaria all’Illusione Sistematica.
Al contempo la distanza deve essere annullata tramite la prossimità assoluta di Sguardo e Oggetto, Occhi e Stelle, Testa e Cappuccio, Anonimo e Buio, Individuo e Sfondo ecc.

Istantaneità Mortifera.
BlackOut.
Fuoriuscita del Buio.
Collasso per intossicazione di Luce Artificiale.

Non vediamo il retro dell’Anonimo, ma possiamo immaginarlo.
La destrutturazione, che la Bandiera scolpisce tramite la Carne dell’Anonimo, ha come retrobottega proprio il Buio… Cosa strana vero?
La Luce Spenta è effetto e causa della Bandiera.

Il Corpo dell’Anonimo è cono di proiezione.
Culmina con il Cappuccio e si irradia a partire dal Cappuccio.
Auto-alimentazione, auto-fagocitazione.

Il Corpo dell’Anonimo è il Foro della Trasmissione.

I morti in battaglia vengono sepolti con la National Flag ma non prima di essere certificati tramite lo Scatto.
Eppure ci siamo detti che l’Anonimo è in cerca di un Ri-Scatto.
È in attesa di un nuovo scatto che posso spezzare la maledizione.

Continua a Scattare, Scattare, Scattare, Scattare, Scattare, Scattare.
Ma non conosce il proprio volto, può solo riconoscere il proprio (?) capo coperto.
Comincia a chiedersi se abbia mai avuto un volto.
Ma che differenza farebbe?

Se fosse il Ri-Scatto a cercare l’Anonimo?
Se fosse la Colpa ad aver bisogno dell’Incolpato?

Il Caffè non può essere rifiutato.
Non sia mai che si venga presi per degli ingrati.

Il Sangue coagulato fuori dal Corpo dà vita alla Carcassa…
Ed eccoci ritornare all’Immagine…
Ma è la stessa?



Della Carne non è rimasto che uno Schermo.
Non c’è nessun tasto d’avvio.
Il Corpo è eternamente acceso per tras-mettere uno spegnimento maniacale.
Il Buio è trasparente, filtra lo sfondo.

Il Conduttore Anonimo
Fissato a fissare il Cielo Stellato
Ricama con i cavi della sua testa
Il Buio da cui non riesce a distinguersi

Autore

  • Valerio Specchio si definisce uno studente di filosofia nomade.

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