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La solidarietà ai tempi del CoVid 19: “Nessuno si salva da solo”

L’emergenza COVID19 ha aperto scenari inimmaginabili, degni di fantasie fantascientifiche che ci avrebbero fatto  sorridere solo qualche mese fa. La pandemia ha “spazzato via”  i rituali sociali consolidati che scandivano i ritmi della nostra quotidianità, ci ha costretto a pensare diversamente il lavoro, l’attività sportiva, la socialità, l’amore, la vita. Dimenticate in un sol colpo le uscite con gli amici, i viaggi, i weekend, la vita  di  tutti noi è cambiata di colpo, condizionata dalla preoccupazione per noi e per i nostri cari, in particolare  per gli anziani, i malati cronici e tutti quelli che per un motivo o per un altro non sono autonomi. Silenziosamente nelle nostre case molti di noi hanno fatto i conti con momenti di sconforto, con la paura e in tanti casi  con la solitudine.  Storie diverse: preoccupazioni per un lavoro che sarà difficile riprendere, o che si è perso,  sofferenza fisica o psicologica, tristezza, lontananza dai cari magari costretti in zone lontane e più colpite, figli lontani che studiano o che lavorano, anziani soli.

L’imperativo di una società civile è di non lasciare indietro nessuno,  è il momento di rafforzare  la solidarietà  verso i più fragili e bisognosi  anche all’esterno dai percorsi delle istituzioni,  di strutturare forme di aiuto nuove  e rafforzare  quelle vecchie riscoprendoci capaci di unirci nel sostegno del  sociale in un mondo che parla  il linguaggio del  distanziamento.

 “Caserta Solidale” è nata lo scorso 11 marzo dall’incontro di 15 associazioni che operano già da diversi anni tra cui CSA Canapificio, Laboratorio Sociale Millepiani, Comitato per Villa Giaquinto, Caserta Città Viva, Prog. Sprar/Siproimi Caserta, Amatelab, RFC Lions, UdS Caserta, Parrocchia S. Pietro in Cattedra e S. Pietro Apostolo, Caritas, Associazione San Francesco e tante altre ancora. Associazioni diverse per le loro radici accomunate dalla solidarietà e dall’impegno sociale:  “Oggi nasce la nostra pagina CASERTA SOLIDALE perché c’è bisogno di unire le forze, di resistere a questi tempi difficili e ai prossimi che verranno. C’è bisogno di fare rete tra le istituzioni e i gruppi di solidarietà che stanno nascendo in queste settimane. Alle istituzioni, a partire dal Comune di Caserta, diciamo: FACCIAMO RETE E FACCIAMO PRESTO!” recita il primo post della pagina Facebook di Caserta Solidale.

Le richieste pervenute nei suoi due mesi di vita  sono numerose e variegate: persone che hanno bisogno di farmaci salvavita, costrette in quarantena o in attesa dei risultati del tampone,  c’è chi chiede aiuto per difficoltà economiche  o chi sta male perché è troppo solo.

Il gruppo di Caserta Solidale ha cominciato ad operare ancor prima che fosse dichiarata  la pandemia: attraverso un appello pubblico si è raccolta l’adesione di circa 130 volontari per fare la spesa alimentare e  consegnare i farmaci. La “spesa sospesa”  promossa dalla Caritas  è stata tra le iniziative  che ha riscosso più successo: in molti  supermercati la gente  acquista beni di prima necessità che lasciati in un carrello sono poi  ritirati dalla Caritas e distribuiti a chi ne ha bisogno.

La  pagina ufficiale di Caserta Solidale ospita appelli riguardo la necessità della presenza delle istituzioni centrali e il rapporto con il mondo delle associazioni: “La città tutta ha bisogno che istituzioni e associazioni lavorino insieme per affrontare l’emergenza di oggi e prevenire quelle di domani.” Caserta Solidale svolge un ruolo attivo nella quotidianità della città ed il mese scorso ha chiesto ed ottenuto dal Comune l’istituzione di un tavolo tecnico per far parte del COC.

Nei suoi tre mesi di vita Caserta Solidale ha consegnato più di 400 spese con l’attivazione di un centralino telefonico. Con l’introduzione dei buoni spesa a livello nazionale è stato attivato anche un terzo numero di telefono per aiutare chi avesse difficoltà nel reperire o compilare i moduli per la richiesta dei buoni: sono state inoltrate grazie al gruppo circa 115 richieste per i buoni spesa e stampati oltre mille moduli.  Un ruolo importante è stato giocato dallo sportello reddito del Centro Sociale Canapificio per supportare la compilazione di moduli per la sanatoria delle case, per il contributo fitto e per il contributo al diritto allo studio. Il centralino di Caserta Solidale è diventato così in breve tempo un importante punto di riferimento per moltissime persone che hanno trovato negli operatori anche la disponibilità a ricevere un ascolto. Caserta Solidale ha proposto di affidare in questo periodo di pandemia tutti i parchi pubblici cittadini alle associazioni e dichiararli beni comuni, come è già stato fatto in passato con Villa Giaquinto  e Parco degli Aranci, in questa fase  la collaborazione di volontari sarebbe un sostegno importante  per regolare gli ingressi, evitare assembramenti nei parchi pubblici, garantirne la manutenzione e un utilizzo intelligente.

Caserta Solidale chiede l’apertura del Ma.Cri.Co, una maggiore cura delle piste ciclabili e un piano per la mobilità sostenibile immediato con più attenzione e partecipazione sulla gestione del verde.

Venerdì 8 maggio si è svolta la prima assemblea di tutti i volontari per stilare un manifesto che sarà presentato all’amministrazione comunale: reddito, spazi sociali, verde pubblico e tanto altro è al centro della riflessione e delle richiesta verso una Caserta Solidale.

Il lockdown ci ha spinto verso una dimensione tutta individuale, di distanziamento sociale, lontananza fisica,  ma ci ha fatto anche riflettere: se vogliamo salvarci dobbiamo farlo tutti insieme.  Aiutare la parte più fragile della società mai come in questo momento corrisponde ad aiutare la società tutta: sarebbe bene non dimenticarlo, proteggere gli altri è anche proteggere sé stessi. E’ necessario essere capaci di costruire robuste reti sociali  per rispondere alla crisi e sostenere chi ha bisogno di aiuto bisogna superare il  concetto di solidarietà che si estingue con il semplice assistenzialismo,  è imperativo costituire una rete sociale che possa intercettare e rispondere alle richieste  delle categorie più deboli anche  con una progettualità che consenta la crescita e l’affrancamento dal bisogno. Sarà importante, una volta terminata la pandemia,  fare tesoro di questa esperienza: la solitudine e l’esclusione esistevano già da prima di questo virus che ha stravolto le nostre vite ma mai come in questo momento ne siamo consapevoli. Sarà fondamentale costruire reti di mutualismo a partire proprio da queste esperienze, verso la realizzazione di un welfare comunitario, prodotto non più da uno Stato centrale e di matrice familistica, ma basato sulle reti solidali che hanno avuto la forza in questi mesi di resistere, rigenerarsi e ampliarsi. 

Autore

  • Francesco Fatone è un attivista del Comitato per Villa Giaquinto di Caserta, laureato in Scienze Politiche.

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